La segmentazione testuale rappresenta una fase critica nella pipeline di traduzione automatica, soprattutto quando si mira a preservare il 90% della semantica originale con alta fedeltà lessicale e sintattica. Nel contesto italiano, dove dialetti e variazioni lessicali generano ambiguità contestuali profonde, il feature engineering nei modelli Tier 2 assume un ruolo di primaria importanza. Questo articolo esplora in dettaglio come tecniche avanzate di preprocessing, stemming personalizzato e gestione contestuale dell’ambiguità possano incrementare la precisione della segmentazione, garantendo risultati traduttivi affidabili e misurabili.

1. La segmentazione come fondamento della ritenzione del 90%
Nel Tier 2, la segmentazione testuale non è solo una fase preliminare, ma il motore che determina la fedeltà semantica del testo tradotto. Il feature engineering definisce la granularità con cui le unità linguistiche vengono isolate, influenzando direttamente la capacità del modello di comprendere e preservare il contesto. A differenza dei modelli generici che operano su tokenizzazione basata su parole o frasi, i modelli Tier 2 richiedono una segmentazione morfosintattica precisa, capace di cogliere forme flesse, flessioni verbali regionali e costruzioni idiomatiche tipiche del linguaggio italiano. La ritenzione del 90% si realizza solo quando la segmentazione mantiene intatta strutture sintattiche fondamentali e le relazioni semantiche chiave, evitando frammentazioni o perdita di significato.
2. Preprocessing specialistico: oltre la tokenizzazione generica
La tokenizzazione iniziale nei corpus multilingui e dialettali spesso fallisce nel cogliere artefatti linguistici locali: abbreviazioni, neologismi, gergo regionale e forme flesse poco comuni. La fase di pulizia deve includere la normalizzazione UTF-8 rigorosa, la rimozione sistematica di caratteri invalidi (